C’erano una volta Candy e Danny.
Fu un anno molto caldo quello. La cera si scioglieva sugli alberi. Lui si arrampicava sui balconi, si arrampicava dappertutto,faceva qualunque cosa per lei, Danny caro.
Migliaia di uccellini, più piccoli, gli ornavano la testa. E tutto era oro.
Una notte il letto prese fuoco. Lui era bello e anche un vero delinquente con le palle. Vivevamo di sole e tavolette di cioccolata. Era il pomeriggio del piacere più sottile. Danny il temerario. Candy è scomparsa. Gli ultimi raggi sfrecciano in cielo come squali sull’acqua. Voglio provarla come fai tu questa volta.
Sei piombato nella mia vita all’improvviso e mi è piaciuto.
Abbiamo nuotato nel fango della nostra gioia. Io avevo le gambe bagnate di facile sottomissione.
Poi si è creato un baratro tra noi e la Terra si è capovolta. Questo è il vero problema. E’ questo che stiamo inseguendo. Con te dentro di me arriva la coscienza della mia morte. Sarà questo l’unico danno, forse. E a volte ti odio.
Venerdì: non l’ho fatto apposta, a volte il mostro si nasconde dietro la bellezza.
Angelo della tempesta. Hai promesso. Hai indicato il cielo, madre dell’azzurro. Richiesta. Offerta. Vola via Sole, quella si chiama Sirio o la Stella del Cane. Un vaso di fiori accanto il letto. Ti ho rotto la testa addosso la tastiera del letto. Ho ripulito la tua mente sporca. Hai trovato un cuore, ti ho dato l’immortalità ma il bambino è morto di mattina. Gli abbiamo dato un nome. Thomas, si chiamava. Povero piccolo oddio. Il suo cuore batte ancora come un tamburo voodoo.